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Storia del Cioccolato
Quella del cioccolato è una lunghissima storia in cui realtà e leggenda si fondono.
Si ritiene che già nel 5000 a.C. esistessero alcune varietà di cacao sulla penisola del Messico e sull'altipiano centrale: molto probabilmente i primi a coltivarlo furono i Maya.
Successivamente, anche gli Aztechi lo utilizzarono,come alimento e come moneta visto il suo valore.
Cristoforo Colombo nel 1502 durante un viaggio esplorativo conobbe questa pianta ma non le diede grande importanza, sembrerebbe che il suo giusto merito glielo diede Herman Cortes.
Infatti la bevanda schiumosa a base di cacao, acqua e spezie si diffuse in Spagna.
Non ci sono prove concrete, ma sembrerebbe che Emanuele Filiberto di Savoia importò nell'allora capitale italiana (Torino) il prezioso frutto. Inizialmente la bevanda non ebbe un riscontro positivo, ma l'aggiunta dello zucchero amplificò il tutto.
Successivamente sempre a Torino venne creata una tipologia di lavoro diversa che permise la creazione del cioccolato e già alla fine del seicento si producevano 350kg di cioccolato al giorno.
Tutti i paesi europei vennero ad imparare l'arte della lavorazione del cioccolato e a sua volta la personalizzarono, ad esempio gli svizzeri aggiunsero il latte in polvere creando il cioccolato al latte.
A metà ottocento il blocco continentale di Napoleone rese quasi impossibile il rifornimento di cacao, quindi i piemontesi provarono a tagliarlo con la nocciola PIEMONTE GENTILE delle Langhe, da qui nacque il gianduja e di conseguenza i giandujotti.
Ancora oggi ci sono a Torino tanti laboratori storici e non che producono cioccolato con la stessa cura e sapienza che i nostri predecessori ci hanno tramandato, restando un punto di riferimento mondiale nell'arte della cioccolateria.